D.Lgs. 2 febbraio 2001, n. 31 (1).
Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano.

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(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 3 marzo 2001, n. 52, S.O.


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998 concernente la qualità delle acque
destinate al consumo umano;
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante «Disposizioni per l'adempimento di obblighi
derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee» (legge comunitaria 1999), e in
particolare, gli articoli 1 e 2 e l'allegato A;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236;
Visto il decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche;
Vista la deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 26 gennaio
2001;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano, unificata, per le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni, delle
province e dei comuni, con la Conferenza Stato-città ed autonomie locali;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 febbraio 2001;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro della sanità, di concerto con i
Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, dei lavori pubblici dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con
l'estero, delle politiche agricole e forestali, dell'ambiente e per gli affari regionali;
Emana il seguente decreto legislativo:
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1. Finalità.
1. Il presente decreto disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano al fine di
proteggere la salute umana dagli effetti negativi derivanti dalla contaminazione delle acque,
garantendone la salubrità e la pulizia.
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2. Definizioni.
1. Ai fini del presente decreto, si intende per:
a) «acque destinate al consumo umano»:
1) le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o
per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di
distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori;
2) le acque utilizzate in un'impresa alimentare per la fabbricazione, il trattamento, la conservazione
o l'immissione sul mercato di prodotti o di sostanze destinate al consumo umano, escluse quelle,
individuate ai sensi dell'articolo 11, comma 1, lettera e), la cui qualità non può avere conseguenze
sulla salubrità del prodotto alimentare finale;
b) «impianto di distribuzione domestico»: le condutture, i raccordi, le apparecchiature installati tra i
rubinetti normalmente utilizzati per l'erogazione dell'acqua destinata al consumo umano e la rete di
distribuzione esterna. La delimitazione tra impianto di distribuzione domestico e rete di
distribuzione esterna, di seguito denominata punto di consegna, è costituita dal contatore, salva
diversa indicazione del contratto di somministrazione;
c) «gestore»: il gestore del servizio idrico integrato, così come definito dall'articolo 2, comma 1,
lettera o-bis) del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, e successive modifiche, nonché
chiunque fornisca acqua a terzi attraverso impianti idrici autonomi o cisterne, fisse o mobili (2);
d) «autorità d'àmbito»: la forma di cooperazione tra comuni e province ai sensi dell'articolo 9,
comma 2, della legge 5 gennaio 1994, n. 36, e, fino alla piena operatività del servizio idrico
integrato, l'amministrazione pubblica titolare del servizio».
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(2) Lettera così modificata dall'art. 1, D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 27.
3. Esenzioni.
1. La presente normativa non si applica:
a) alle acque minerali naturali e medicinali riconosciute;
b) alle acque destinate esclusivamente a quegli usi per i quali la qualità delle stesse non ha
ripercussioni, dirette od indirette, sulla salute dei consumatosi interessati, individuate con decreto
del Ministro della sanità, di concerto i Ministri dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
dell'ambiente, dei lavori pubblici e delle politiche agricole e forestali.
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4. Obblighi generali.
1. Le acque destinate al consumo umano devono essere salubri e pulite.
2. Al fine di cui al comma 1, le acque destinate al consumo umano:
a) non devono contenere microrganismi e parassiti, né altre sostanze, in quantità o concentrazioni
tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana;
b) fatto salvo quanto previsto dagli articoli 13 e 16, devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle
parti A e B dell'allegato I;
c) devono essere conformi a quanto previsto nei provvedimenti adottati ai sensi dell'articolo 14,
comma 1.
3. L'applicazione delle disposizioni del presente decreto non può avere l'effetto di consentire un
deterioramento del livello esistente della qualità delle acque destinate al consumo umano tale da
avere ripercussione sulla tutela della salute umana, né l'aumento dell'inquinamento delle acque
destinate alla produzione di acqua potabile.
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5. Punti di rispetto della conformità.
1. I valori di parametro fissati nell'allegato I devono essere rispettati nei seguenti punti:
a) per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto di consegna ovvero, ove
sconsigliabile per difficoltà tecniche o pericolo di inquinamento del campione, in un punto prossimo
della rete di distribuzione rappresentativo e nel punto in cui queste fuoriescono dai rubinetti
utilizzati per il consumo umano (3);
b) per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui fuoriescono dalla cisterna;
c) per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, rese disponibili per il consumo umano, nel
punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori e nelle confezioni in fase di
commercializzazione o comunque di messa a disposizione per il consumo (4);
d) per le acque utilizzate nelle imprese alimentari, nel punto in cui sono utilizzate nell'impresa.
2. Nell'ipotesi di cui al comma 1, lettera a), si considera che il gestore abbia adempiuto agli obblighi
di cui al presente decreto quando i valori di parametro fissati nell'allegato I sono rispettati nel punto
di consegna, indicato all'articolo 2, comma 1, lettera b). Per gli edifici e le strutture in cui l'acqua è
fornita al pubblico, il titolare ed il responsabile della gestione dell'edificio o della struttura devono
assicurare che i valori di parametro fissati nell'allegato I, rispettati nel punto di consegna, siano
mantenuti nel punto in cui l'acqua fuoriesce dal rubinetto (5).